COMUNICATO STAMPA

BARCA NOSTRA - Il Monumento per l'Unione Europea

BARCA NOSTRA, un'iniziativa promossa dai migranti, annuncia il lancio della petizione per la processione "Marcia da Palermo a Bruxelles - Il monumento per l'Unione Europea" per portare il relitto naufragato il 18 aprile 2015 dall'Italia a Bruxelles e installarlo come monumento permanente nel cuore del quartier generale della politica europea.

La processione che attraverserà l'Europa con il relitto della nave che affondò nel Canale di Sicilia nella primavera del 2015 causando una delle più grandi tragedie civili nel mediterraneo, partirà da Palermo nell'estate 2018 facendo riferimento sia alla Carta di Palermo e alla libertà di movimento come diritto umano, sia alla tradizione locale della sincretica processione di Santa Rosalia che rappresenta la vittoria sulla peste e la celebrazione della vita.

La processione si sposterà in diversi luoghi in Italia e attraverserà i confini di Francia, Germania e Belgio, fino alla sede dell'Unione Europea a Bruxelles. Qui il relitto si fermerà definitivamente e sarà esposto permanentemente di fronte al Consiglio e alla Commissione Europea come monito e monumento transnazionale alle politiche migratorie fallimentari dell'Europa e alla macchina legislativa che crea illegalità e distruzione sociale.

Sostenendo l'obsoleta differenza tra rifugiati politici ed economici, l'esternalizzazione del controllo dell'immigrazione alle “nazioni di transito”, le politiche europee continuano a produrre il fenomeno dell'"immigrazione illegale" alimentando un sistema di sfruttamento e di criminalità organizzata contro l'umanità.

La campagna BARCA NOSTRA, intende denunciare questo naufragio a Bruxelles, oltre i confini nazionali, non solo nella forma di un monumento alla migrazione in senso letterale per il diritto alla mobilità, ma anche attirando la partecipazione di migranti a livello transnazionale per far diventare il relitto un simbolo di importanza storica per tutte le generazioni future.

Il 18 aprile 2015, si è verificò una delle più grandi tragedie civili nel Mediterraneo: a 96 km dalla costa Libica e a 193 km a sud dell'isola italiana di Lampedusa. I sopravvissuti furono solo 28. Il numero dei dispersi ammonta presumibilmente a 700-1000 persone.

Il 30 giugno 2016, il relitto fu recuperato dal fondale marino a una profondità di 370 metri e trasportato ad Augusta, in Sicilia, dove è iniziata la rimozione e l'identificazione di centinaia di corpi ancora imprigionati all'interno del relitto. Il lavoro ha coinvolto circa 150 persone, tra cui personale della Marina, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa italiana, il corpo militare, operatori sanitari, patologi forensi e volontari, oltre alle autorità nazionali e locali.

Dopo l'arrivo del relitto nella base Nato di Melilli ad Augusta, è stato istituito il Comitato del 18 Aprile con l'obiettivo di preservare la memoria del tragico naufragio, di creare un "Giardino della Memoria" dedicato alle vittime della migrazione e di sostenere e promuovere la solidarietà degli abitanti di Augusta verso coloro che sono costretti a lasciare il loro paese.

Nell'ottobre dello stesso anno, l'allora Primo Ministro italiano Matteo Renzi, propose di portare il relitto a Bruxelles e avvertì che l'Europa deve assumersi la responsabilità dello "scandalo delle migrazioni", così che simili tragedie non possano ripetersi. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, e rappresentanti di altre organizzazioni internazionali hanno sostenuto l'idea. Nello stesso mese, il sottosegretario al ministero dell'Interno, Domenico Manzione, annunciò di portare il relitto a Bruxelles, affermando "che è un simbolo dell'impegno italiano nei confronti degli immigrati e un monito per l'Europa".

Nel luglio 2017, è stata approvata con una votazione comunale un'iniziativa sostenuta dal sindaco milanese, Giuseppe Sala, che proponeva di trasformare il relitto in un Museo dei Diritti Umani presso la Città Studi di Milano e vennero stanziati 600 mila euro per il progetto.

Tutti questi progetti, in conflitto fra di loro a livello politico, hanno causato polemiche a livello mediatico sia in Italia che all'estero - mentre le vittime continuano - ma non hanno ancora portato ad una soluzione. Il diritto etico dei migranti di appropriarsi simbolicamente e politicamente del loro relitto di fatto non viene riconosciuto, tantomeno l‘impatto che esso può avere se trasportato attraverso una processione che valicherà i confini dall’Italia fino al cuore della politica europea - non solo come monumento e simbolo della memoria collettiva ma anche come proposta di legge per il diritto alla mobilità e alla solidarietà transnazionali.

Finora sono stati spesi più di 20 milioni di euro di denaro dei contribuenti italiani ed europei per recuperare il relitto e svolgere le indagini sui resti dei defunti, per restituirgli un‘identità e permettere alle autorità locali di informare le rispettive famiglie.

BARCA NOSTRA, il monumento collettivo delle migrazioni contemporanee - prodotto dalla politica europea e finanziato dal popolo europeo – serve a ricordare che l'Europa deve prendersi la responsabilità sia per il proprio passato coloniale che per le sue continue politiche di sfruttamento. La processione che porterà il relitto attraverso l'Europa incarna ed esprime il diritto umano alla mobilità, commemorando tutte le vittime della migrazione causata da politiche disumane.

In un sistema politico democratico e globalizzato, caratterizzato dalla libera circolazione di informazioni, denaro e merci, dovrebbe essere garantita anche la libera circolazione delle persone.

L'Unione Europea ha seguito la logica darwinista della sopravvivenza dei più adatti, accogliendo soprattutto giovani rifugiati che sono sopravvissuti all'odissea riuscendo a superare gli ostacoli per raggiungere l’Europa. Le risorse umane vengono utilizzate dalle economie statali come incentivo fino al momento in cui viene raggiunta la quantità di lavoratori necessaria al paese e il flusso migratorio viene fermato. Di conseguenza viene creato un sistema che produce illegalità al fine di legittimare il rimpatrio delle persone.

Per partecipare alla realizzazione di BARCA NOSTRA, il monumento per l'Unione europea, è possibile firmare la petizione BARCA NOSTRA sul nostro sito web, fare una donazione per questa causa, partecipare alla processione che attraverserà i confini nazionali europei e contribuire ad erigere il relitto di fronte alla sede dell'Unione Europea a Bruxelles come monumento e monito alle generazioni future.

BARCA NOSTRA, un'iniziativa promossa dai migranti, è promossa e supportata da Fondazione Manifesto, un'organizzazione artistica senza fini di lucro.

 

Di seguito, sono disponibili il Press Kit e il materiale per la campagna. Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci:
info@barcanostra.eu